Viaggio nella città di Modulopoli, il nuovo progetto artistico di Federico Marcoaldi

di Clara Amodeo

Fu Walter Benjamin a sostenere che “Non sapersi orientare in una città non vuol dire molto. Ma smarrirsi in essa, come ci si smarrisce in una foresta, è una cosa tutta da imparare”. Chissà se 2P, all’anagrafe Federico Marcoaldi, lo sa: io trovo che non ci sia estratto migliore di questo per definire quanto l’artista ha realizzato a partire dagli anni Novanta, da quando, cioè, una volta a Milano, ha iniziato il suo personalissimo, lungo percorso negli anni d’oro del Writing, locale e italiano. Già, perché perdersi nel suo studio (che, per altro, si trova nelle viscere di Milano, in un sotterraneo enorme dalle parti di Lambrate) è un po’ come perdrersi in una città boccioniana: complessa, composita, in costante evoluzione, dove proprio come in una foresta crescono e si avvicendando lavori tra i più disparati, tutti evidentemente influenzati dal contesto urbano e che vanno dalle resine ai collage, dalle tele dipinte con vernici fosforescenti alle opere realizzate nel suo periodo romano presso il maestro Ninì Santoro, fino al più recente progetto di Modulopoli.

Si tratta, in quest’ultimo caso, di un lungo percorso che, negli anni, ha portato l’artista a pensare, evolvere e infine realizzare un enorme progetto di arte collettiva e partecipata in grado di essere autonoma e itinerante. Tutto parte da un pattern urbano composto da moduli spaziali singoli, ossia da forme di cubi e parallelepipedi realizzate dall’artista recuperando cartone di scarto: grazie alla loro riproduzione, fedele ma sempre diversa, Federico ha dato vita a un’enorme quantità di moduli che, a partire dal 2018, sono stati affidati ad artisti e bambini perché li reinterpretassero in maniera artistica e diventassero un’unica, enorme opera d’arte contemporanea. E così, mentre i primi hanno lavorato applicando la proprio cifra stilistica ai moduli affidati, i secondi, in età scolare, tutti seguiti da un team di esperti durante laboratori e classi nei principali istituti scolastici, hanno potuto esprimere sé stessi e la propria creatività in maniera libera e spontanea, mettendosi alla prova con i “grandi” e allo stesso tempo costruendo un dialogo coi loro. 

Tra questi ultimi non potevano mancare i writer, tanto della golden age milanese quanto delle generazioni più giovani, gli street artist della prima ora e tutti gli artisti che, negli anni, hanno dato il loro contributo al progetto: parliamo di ANDRESSI, ARIENTI, CALCINAI, CARUSO, DAST, A-NOISE, DEL CARRO, DOCCIOLI, EQUIZI, FERRACINI, FOATA, FRANCHINA, FRODE, FROIIO, FUMATTO, LONGHI, MARCOALDI, MARTINELLI, MARTURANO, MATTIELLI. MINOTTI, MISSNAIS, CHARLOTZ, PASSACANTANDO, PERES, PIVATO, POTYOMKINA, PRADO, UROK, RONDINELLA, ROSSETTI, ROSSI, SANTORO, SCAFETTI, SENNA, SIRELLI, SMEK, STUDIO ALGORITMO, TEATRO, TILF, VANDALO, WOLFTWO, ZAYRE, BARTOLUCCI, CASTELLO, MIGNANI, PORKAS, ROTUNNO, SONE VHK, ZAMBON, ARTMA, BANSONE, BB QUEEN, BURLA, CAMPANELLA, CAONECRON, CAPALDI, CAPSTER, PROTESTA ORNATA, COMPAGNONI, DAKER, CATALLI, DAO, STEP DASE, DEE DEE, DISSENSO COGNITIVO, DONATI MEYER, D’ORTONA, FERRARO, FLOOD, GI RAEPS, GEP, GUEN, INKA, JIN, JUNGLE, KAPPA, LUCHO, MADWONE, STEREAL, MAZAGRAPHIC, METALEONE, MORKONE, NEVE, OCTOFLY, PUNCH, RIVA, RUFUS, SCARETTONE, SENKA, TONY TANTO, WO2, ZETA ATEZ, NABLA&ZIBE, JUDY RHUM, TADDIA, PENNA, TRAPLETTI, URBAN e SIRSKAPE.

L’idea è quella di creare un lavoro in continua espansione, da affidare, ogni volta, a un’amministrazione pubblica che la possa ospitare e mostrare: non è un caso che la mostra inizi il proprio percorso pubblico proprio oggi, sabato 19 marzo (e fino al prossimo 27 marzo) all’ex fornace Gola, Alzaia Naviglio Pavese 16, grazie al Patrocinio del Municipio 6 del Comune di Milano e in collaborazione con Associazione Culturale BOSCO DELLE SOLUZIONI. Ma non finisce qui: in ogni tappa, infatti, l’inaugurazione della mostra sarà parte integrante del progetto, dal momento che vedrà come momento centrale l’unione di tutti i moduli realizzati dagli artisti e dai bambini e dei moduli cielo realizzati dall’artista.

Si avrà in quel momento la visione integrale dell’opera creata dal lavoro collettivo e della condivisione di punti di vista diversi. La chiusura della mostra, invece, sarà un momento di festa: una merenda in cui i bambini che hanno partecipato ai laboratori riceveranno il modulo cielo che l’artista ha realizzato per loro.

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