Alfabeto Urbano: lingua italiana & Urban Art fuori dalle edicole di Firenze

di Clara Amodeo

Manzoni la sintetizzò con il suo celebre“Sciacquare i panni in Arno”. Del resto, la lingua italiana nella sua forma attuale deve tutto alla Firenze del Dolce Stil Novo, del Rinascimento, dell’Accademia della Crusca: figure illustri che hanno scritto le migliori pagine della storia letteraria (oltre che artistica, scientifica e culturale), medievale e moderna, dell’Italia e dell’Europa, vi sono nati e vissuti, rivoluzionando letteralmente il corso della storia e portandoci in dono un tesoro, linguistico e non solo, di inestimabile valore.

Ma che succede una volta che ci si allontana dal passato glorioso della città e si giunge ai tempi nostri? Ebbene, la sensazione è quella che tutto il bagaglio culturale appena descritto, frutto di un tempo passato (e, per questo, assai radicato nella coscienza collettiva), abbia in qualche modo rallentato la penetrazione del contemporaneo in città, soprattutto di quello fuori dai circuiti museali (che, pure, hanno avuto e tutt’ora hanno un grande ruolo per il capoluogo e per l’Italia intera). Badate, lungi da noi la volontà di fare polemica (o, peggio, politica): la nostra è una riflessione che interessa una grande passione che, guarda caso, unisce la lingua, la scrittura e l’arte contemporanea.

Eppure, non tutto è perduto, per fortuna: anche in una Firenze abituata (in parte a buona ragione) a crogiolarsi nei fasti della sua storia, c’è chi da sempre lavora per sensibilizzare la città a un nuovo linguaggio, inteso come vero e proprio vettore comunicativo, che trova nell’arte contemporanea, nell’Arte Urbana, la sua massima espressione: gente come Matteo Bidini, giovane curatore indipendente, che negli anni, e non senza un’amministrazione pubblica ricettiva e aperta al dialogo, ha costruito progetti interessanti e di grande respiro sul tema dell’underground e che oggi, con non poco orgoglio, firma la chiusura della curatela della seconda edizione di Alfabeto Urbano. Ovvero, del primo progetto di Arte Urbana approvato dall’ufficio Paesaggistica e realizzato nel centro storico della città.

Promosso dal sindacato dei giornalai e realizzato grazie alla collaborazione con l’assessorato al Turismo e alle Politiche Giovanili della città di Firenze, Alfabeto Urbano si è sviluppato in due edizioni, realizzate a marzo e novembre 2021, mesi durante i quali nove writer provenienti da tutta Italia hanno dipinto dodici chioschi di edicole sparse su tutto il territorio, dalla periferia fino sotto al campanile di Giotto in piazza del Duomo di Firenze.

Durante la prima edizione sono stati coinvolti sette graffiti writer che hanno lasciato alla città otto interventi artistici incentrati sulle 26 lettere dell’alfabeto internazionale, in quanto segni imprescindibili di riviste, giornali, fumetti e più in generale i mezzi di comunicazione. Con una scelta cromatica ispirata ai colori della città, quei primi interventi sono stati realizzati da Corn79 e Reser LL, storiche firme nel panorama della scena writing torinese ed europea, Duke1 e Sera dalla leggendaria crew toscana KNM, Luca Font, writer e tatuatore internazionalmente riconosciuto e stimato, Bue2530, poliedrico e talentuoso artista adottato dalla città di Firenze, e Droste, giovane promessa emergente della scena fiorentina facente parte della 400 drops crew.

Nella seconda edizione, invece, il progetto Alfabeto Urbano ha esplorato i segni di punteggiatura coinvolgendo due autori nella realizzazione di quattro chioschi. La scelta curatoriale è stata quella di coinvolgere artisti con un trascorso da graffiti writer, che avessero una propensione all’illustrazione e un immaginario che si prestasse a potenziare i segni grafici del punto, della virgola, del punto esclamativo e interrogativo. Le firme coinvolte, dunque, sono state quelle del muralista Mrfijodor, proveniente da Torino, e dell’illustratore Urto, autore molto noto in città. Queste nuove opere vanno ad integrarsi con il percorso già avviato durante la prima edizione.

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