“Images you should not masturbate to” (o forse sì), l’ultimo lavoro di Fra32 e Shyla per King Koala

di Camilla Castellani

Avete presente lo scrapbooking? Si tratta di quella pratica di prendere un quaderno, un block notes o una risma di fogli bianchi e utilizzarli come base per aggiungere foto, immagini, pensieri e piccoli oggetti utilizzando tutta la cancelleria a disposizione. In sostanza, lo scrapbooking sono le fondamenta di memorie e ricordi. E sebbene la definizione, totalmente casalinga, sia molto simile a quella di un diario segreto, nel pratico non è propriamente così.

Di fatto fare scrapbooking è un manifesto personalissimo di DIY – do it yourself – e la sua storia, ammesso che ne abbia effettivamente una, si può in qualche modo intrecciare con quella delle fanzine degli scorsi 70s. Per esempio, nel luglio 1976 Mark Perry firmava Sniffin’ Glue: diventata, nel giro di un anno, culto delle zine punk di tutto il Regno Unito.

Leggendo diversi articoli, Sniffin Glue nacque da una vecchia macchina da scrivere. Mark Perry scriveva e poi cancellava dove necessario. Per i titoli invece, usava la punta di feltro. L’etica e l’estetica del punk non si era ancora formata; Perry faceva il meglio che poteva nel modo più semplice possibile. Tutto succedeva perché c’era fermento, c’erano le vibrazioni e la voglia di fare gruppo. Creare una comunità e lasciare, senza pensarci troppo, segno e ricordi.

Ma c’è un dettaglio, che Sniffin’ Glue e tutte le zine di qualsiasi provenienza culturale hanno in comune: il tempo. Se i manifesti delle serate, dei concerti, delle manifestazioni dovevano essere di rapida realizzazione per girare il prima e il più possibile, la fanzine era e rimane un prodotto editoriale nonostante l’artigianalità. Richiedeva pazienza, ricerca, scelta – come tutto ciò che comprende il fare le cose da sé. Così lo scrapbooking. Mettere insieme fotografie, memorabilia e parte di attività di journaling non è banale: si scava nella storia, nei ricordi, nella testa del proprio vissuto e in parte di quello degli altri. È dunque poi molto diverso creare una fanzine e un quaderno in scrapbooking? Forse no.

La produzione lenta è un qualcosa che negli anni si è radicato sempre di più, soprattutto nelle culture underground. Dai centri sociali ai centri culturali – e tutte quelle bombe (di creatività) a orologeria – hanno avuto la loro costola editoriale: collettivi, crew, singoli, c’era sempre qualcuno che si impegnava nella realizzazione di questi prodotti. E così, seppur magari in contesti e situazioni storiche diversi, è rimasto anche oggi. Ne sono un esempio il team di King Koala (che abbiamo incontrato in occasione dello scorso Unlock Book Fair di Modena quando presentarono “Greatest Hits”. Ne abbiamo parlato qui).

Collettivo di base milanese che ha come mantra quello della lentezza e della fluidità: creano seguendo il corso della creazione, prendendola come viene nei suoi alti e bassi. Dunque, dandole e dedicandole tempo. Da qui, “Images you should not masturbate to”: l’ultimo lavoro di Fra32 e Shyla, zoccoli duri del collettivo.

Con “Images you should not masturbate to Fra32 e Shyla portano qualcosa di diverso rispetto all’immaginario dell’editoria underground di oggi, soprattutto se si pensa alla scena del Writing. Definibile quasi come uno storyboard cinematografico, il volume è – di fatto – un’artigianale produzione editoriale di scrapbooking. Niente computer, niente uso del digitale: un tuffo agli anni di Mark Perry per intenderci. Fra32 – alla creazione degli artworks – ha disegnato il prototipo originale, Shyla ha poi scannerizzato tonnellate di foto corredati di contenuti inediti ed esclusivi. Materiale con cui, insomma, gli appassionati di Graffiti potrebbero fare esattamente ciò che viene sconsigliato nel titolo del progetto: come per esempio lo speciale dedicato alla crew RSG, testimonianze dalla scenacinese e molto altro. Un viaggio spazio-temporale con contenuti di ciò che è stato, di ciò che è e – forse – di ciò che sarà il Writing. E in tutte le 300 copie, numerate a mano, sono ovviamente immancabili throw up e pannelli.

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