TraMe: dopo Ozmo, a Rieti firmano Neve, Sbagliato e Ale Senso

di Clara

Neve, il collettivo Sbagliato e Ale Senso: sono questi gli artisti che, scelti da The Uncommon Factory, hanno firmato i nuovi muri del progetto TraMe a Rieti

Tracce di Memoria, a cura di Annalisa Ferraro, sostenuto dalla Regione Lazio e dai Fondi FESR, conclude così l’attività Linguaggi contemporanei tra affreschi e street art: si tratta di un filo conduttore tra passato e presente, un patrimonio artistico nuovo e contemporaneo ma strettamente connesso al passato della città di Rieti, intimamente legato alla sua cultura e alla sua tradizione storico-artistica. Un obiettivo impegnativo ma ora più che mai raggiunto: quello, cioè, di alimentare il confronto con la collettività e stimolare la creazione di sinergie tra le realtà locali e gli attori esterni coinvolti nelle attività culturali.

Neve ha realizzato una superficie di quasi 50mq nella storica frazione di Sant’Elia, tappa del Cammino francescano: qui si conserva l’affresco di San Francesco che detta la Ragola e la memoria del miracolo “La guarigione dei buoi di Sant’Elia”. Forza emozionale e chiaroscuri caravaggeschi, Neve dona a Rieti un’opera contemporanea e antica assieme, in ricordo della migliore tradizione del ‘600 e al passo con le paure e le angosce dei nostri tempi.

Neve

Sbagliato, invece, il collettivo romano dei dettagli, ha dipinto un macro-dettaglio al Museo Civico dell’affresco di Domenico Papa La Madonna che protegge i fedeli dagli strali della peste (1482-1484), conservato nella Chiesa di San Domenico. Con un ingrandimento dei campioni prelevati fotograficamente dal contesto originario e con un leggero trattamento cromatico, gli artisti hanno reso l’opera un tutt’uno con la superficie del porticato dell’ex Monastero di Santa Lucia.

Sbagliato

Infine Ale Senso, dopo un’attenta sintesi tra riferimenti culturali e archeologici raccolti sul territorio, ha optato per la raffigurazione di vicende intime e collettive in chiave onirica, interpretando in maniera antropomorfica le emozioni umane. Un’anfora romana tiene al suo interno una piccola anfora sabina: un rapporto che cela l’interdipendenza tra le due culture, una più antica dell’altra. Come il territorio reatino si presenta, il fogliame che avvolge le due anfore simboleggia il patrimonio naturalistico che è fonte di sostentamento per agricoltura e turismo. I due vasi poi, simbolo di beni alimentari, poggiano su un ponte, come fu un tempo una reale via del commercio, e al tempo stesso ruota dentata che ne rappresenta l’industria e l’economia locali. Le mani e le braccia forti dei lavoratori sostengono questo ciclo vitale di Rieti.

Ale Senso

Le iniziative del progetto TraMe non si esauriscono con arte urbana e muralismo: sempre a Rieti e sempre a luglio, fino al 21, è infatti possibile visitare la mostra Tra sogno e realtà di Alessandro Valeri, a cura di Annalisa Ferraro, presso il Museo Civico in via Sant’Anna 4. Il 25 luglio, nella stessa sede, sarà inaugurata la mostra L’uomo tra arte e digitale. Memorie reatine e visioni future, esposizione di fotografie storiche dei cittadini di Rieti in dialogo con le opere interattive di Vincenzo Marsiglia. Qui poi prenderà vita una sperimentazione completamente nuova attraverso l’utilizzo degli Hololens 2.

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