Banksy nel paese delle meraviglie

di anotherscratchinthewall

Come sempre accade quando si ha a che fare con questo artista, la notizia ufficiale sui lavori a Weston-super-Mare era falsa. Da una settimana a questa parte residenti e turisti curiosi erano infatti stati indotti a credere che gli impianti in costruzione nell’ex lido in disuso Tropicana, attrazione nata a sud della cittadina balneare inglese nel 1937 e chiusa nel 2000, facevano parte di un set cinematografico per un thriller di Hollywood chiamato “Grey Fox”. Soltanto qualche avveduto conoscitore aveva usmato la gabola e, qualche giorno prima dell’apertura ufficiale, ne aveva dato notizia sui social al suono dell’hashtag #Dismaland.

E così giovedì 20 agosto, dopo che una donna (forse del team) è stata avvistata più volte sul sito, è giunta la notizia ufficiale: quello che svetta sulle sabbie di Weston come un sinistro castello fatato alla Disneyland altro non è che la versione di Banksy Dismaland. Annuncio confermato non solo da alcuni documenti finanziari, che hanno rivelato che una società denominata Dismaland Ltd è stata istituita da parte di persone che si ritengono avere legami con Banksy, ma anche dall’artista stesso che ha subito puntualizzato: “Ho bandito qualsiasi immagine di Topolino dal sito. Questa è una vetrina per i migliori artisti che potessi immaginare, a parte quei due che hanno rifiutato la mia proposta”. Si perché Dismaland altro non è che, nelle parole di Banksy, “un parco a tema familiare non adatto ai bambini, un festival di arte, divertimenti e una buona dose di anarchismo”: in un percorso espositivo dall’estensione di più di 10.000 metri quadrati, l’artista di Bristol ha esposto le opere di 58 artisti selezionati con cura. La rivisitazione grottesca delle marionette di Punch & Judy operata da Julie Burchill, il villaggio di 3.000 poliziotti in tenuta antisommossa di Jimmy Cauty, la tenda per aspiranti black bloc, dove con £ 5 è possibile acquistare un kit con cui staccare i manifesti pubblicitari della Adshel e riattaccare i propri, il negozio di prestiti che offre soldi ai bambini con un tasso di interesse del 5.000%, il megafono di Darren Cullen con cui i bambini possono leggere ad alta voce le notizie mendaci della stampa scandalosa. Ma anche il Jeffrey Archer Memorial Fire Pit, dove i visitatori possono riscaldarsi di fronte a una pila di libri incendiati, il laghetto con barche colme di cadaveri e richiedenti asilo,  il fossato attorno al castello con un veicolo antisommossa usato nell’Irlanda del Nord, passando per le installazioni di Damien Hirst e Jenny Holzer. Banksy stesso ha cerato 10 nuove opere, tra cui l’incidente della zucca e relativo arresto di cenerentola, la Sirenetta sfocata, la giostra dei cavalli con un uomo che veglia su lasagne radioattive, il metal detector di cartone posizionato all’ingresso, il tutto mostrato da personale depresso e reclutato con un annuncio di lavoro sugli extra della pellicola.

La mostra, tutta pagata di tasca dell’artista, rimarrà aperta fino al 27 settembre prossimo: al costo di £ 3 al biglietto, acquistabile qui, si prevede un introito di circa £ 400.000. I biglietti andranno letteralmente a ruba, se si pensa che l’esibizione del 2009 a Bristol attirò più di 300.000 visitatori nel corso di 12 settimane, generando un indotto di 10 milioni di Sterline per l’economia locale. Una bella chance per Weston, su cui Banksy ha così ironizzato: “Spero che tutti possano trarre da Weston l’opportunità di stare una volta in più in una pozza di acqua putrida e di mangiare patatine fredde al suono di bambini che piangono”.

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